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Saggi

Sono presenti qui estratti di lavori saggistici diversi tanto nella misura quanto lontani nella forma e nel contenuto, tutti hanno però in comune il medesimo “intento didattico”. Ma se nel primo affiora una certa vena polemica (mai a discapito dell’obbiettività di analisi e della proposta pedagogica), negli altri prevale l’attenta, precisa e distesa discorsività didascalica affinché «il lettore possa rendersi conto, nel caso specifico, di come si costruisce e si realizza un testo narrativo.

 

Pandebellum

Questo articolo nasce dall’esigenza di ribadire la convinzione che la lingua è la sola autentica patria di ciascun uomo, così come la letteratura che ne è il miglior prodotto è, al pari di quello di ogni altra arte, l'unico linguaggio veramente universale rivolto a tutti gli uomini che la sanno leggere e appartenente a chi la ritiene necessaria a vivere in salute e in pace. In ciò risiede pure la ragione del testo che fin dal titolo - neologismo composto dalla parola greca pandemia (‘di tutto il popolo, che appartiene a tutti’) e da quella latina bellum (‘guerra’) - ha uno scopo ben preciso. Ossia quello di rappresentare in sintesi l’infezione globale e l’attuale conflitto russo-ucraino accorpando in un solo lemma, pandebellum per l’appunto, l’accostamento e l’utilizzo di due parole (monatto concernente il contagio e arsenale (1) riguardante la contesa slavo orientale) inserite nella raccolta in corso intitolata Verbaio. Divagazioni linguistico-letterarie.

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De schola

(note di un ex maestro in servizio)

AVVERTENZA

Probabilmente l’opera presente sconterà sempre il ritardo con cui sarà pubblicata la prima volta. Tuttavia poiché gli eventuali adeguamenti e aggiornamenti poco o nulla avrebbero aggiunto o tolto alla forma e al contenuto dello scritto l’autore ha scelto di rinunciarvi.

GENETICA

letteratura e istruzione

(intervento a Convegno)

 

«Vi giuro, signori, che vedere troppo chiaro è una malattia», così parla un personaggio delle Memorie del

sottosuolo di Dostoevskij.

 

   In realtà una simile malattia non è certo mortale come la vita. Tuttavia è certamente sgradevole, anche se talora è benefica. Specialmente quando permette d’individuare la perdita di ragioni della scuola attuale ma anche delle motivazioni profonde e irrinunciabili che spingono allo studio. Perciò anche se le considerazioni seguenti scaturiscono dalla mia esperienza di scuola elementare esse potrebbero e dovrebbero essere estese a ogni «agenzia del sapere» della società d’oggi.

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Adattamento e inettitudine

Sul canino della mandibola sinistra dell’Uomo di Lonche (dal nome della città slovena dove il fossile è stato trovato e da allora custodito nel Civico Museo di Storia Naturale di Trieste) qualche anno fa è stata scoperta e datata, tramite tecniche d’indagine particolarmente sofisticate, un’otturazione dentaria fatta con cera d’api e risalente a circa 6500 anni fa. Poiché il reperto rinvenuto in una grotta dell’altopiano carsico-istriano è presente fin dal 1911 nelle collezioni del museo che fino al 2010 era nello stesso palazzo della Biblioteca Civica non è improbabile che Italo Svevo, come si sa assiduo frequentatore serale della biblioteca, l’abbia visto. Mentre non ha potuto ovviamente conoscere né la cura odontoiatrica né gli strumenti tecnici che più o meno cento anni dopo l’hanno rivelata.

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